Dal 1° aprile 2025 entra ufficialmente in vigore la nuova classificazione delle attività economiche, ATECO 2025, sviluppata da Istat per sostituire la precedente versione del 2007 (aggiornata nel 2022). Si tratta di un cambiamento importante che riguarda non solo la raccolta statistica, ma anche numerosi aspetti amministrativi e fiscali che interessano imprese, professionisti e liberi lavoratori.
Cos’è il Codice ATECO e perché viene aggiornato
Il Codice ATECO identifica in modo univoco l’attività economica svolta da un soggetto. La classificazione viene aggiornata periodicamente (circa ogni 10-15 anni) per tenere il passo con l’evoluzione dei settori produttivi e delle modalità di lavoro.
La nuova ATECO 2025 deriva dall’aggiornamento della classificazione europea NACE e si ispira alla versione internazionale ISIC, con l’obiettivo di garantire uniformità a livello europeo e globale.
Le principali novità: focus sul commercio al dettaglio
Uno dei cambiamenti più rilevanti riguarda il settore del commercio al dettaglio. Con ATECO 2025, non si distingue più tra canale fisico e online: ciò che conta ora è il tipo di prodotto venduto.
Questo significa che:
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scompaiono le distinzioni tra vendite in negozio, online, ambulanti, per corrispondenza o via distributori automatici;
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i codici come il 47.81 (commercio ambulante alimentare) o il 47.91 (vendita via internet) vengono eliminati e sostituiti da nuove classificazioni basate sul prodotto;
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anche la superficie di vendita non sarà più un criterio distintivo (niente più codici separati per supermercati, ipermercati, ecc.).
Un esempio? Un commerciante ambulante di carne, che prima usava il codice 47.81.02, verrà ora riclassificato sotto il codice del commercio al dettaglio di carni, come un qualsiasi macellaio.
Tempistiche e adempimenti
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Dal 1° gennaio 2025 la nuova classificazione è in vigore a livello normativo;
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Dal 1° aprile 2025 è operativa per tutti gli adempimenti (statistici, fiscali, amministrativi).
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I contribuenti non sono tenuti a presentare subito una variazione. I nuovi codici andranno indicati solo in caso di:
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prima variazione utile (es. cambio attività);
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obbligo previsto da norme specifiche.
Per aggiornare i codici:
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le imprese iscritte al Registro Imprese useranno ComUnica (Unioncamere);
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gli altri soggetti useranno i moduli dell’Agenzia delle Entrate (AA7, AA9, AA5, ANR).
Effetti fiscali e sugli ISA
La nuova classificazione ha effetti diretti anche sulla fiscalità. In particolare:
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gli Indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA) sono stati aggiornati per riflettere i nuovi codici;
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alcuni ISA, come quelli per il commercio ambulante, sono stati soppressi o accorpati.
Esempio: chi prima usava l’ISA CM03U per il commercio ambulante di carne, dal 2024 utilizzerà l’ISA M02U – Commercio al dettaglio di carni.
Effetti amministrativi
Le Camere di Commercio, insieme a Unioncamere e MIMIT, stanno implementando il nuovo sistema. Le imprese riceveranno una notifica automatica della riclassificazione, visibile anche nella visura camerale (che per un periodo mostrerà sia i vecchi che i nuovi codici).
Per segnalare eventuali criticità, le associazioni possono scrivere a ateco2025@confcommercio.it.
Perché questo cambiamento è importante
Anche se la classificazione ATECO ha una finalità statistica, nella pratica è utilizzata per:
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gare pubbliche e bandi;
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accesso a contributi e incentivi;
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definizione di attività autorizzate o meno (come durante il lockdown).
Per questo è fondamentale assicurarsi che i nuovi codici riflettano correttamente l’attività svolta, evitando possibili esclusioni o complicazioni future.
La nuova ATECO 2025 segna un cambio di prospettiva: non conta come vendi, ma cosa vendi. Un’innovazione pensata per descrivere meglio la realtà economica moderna e semplificare la classificazione delle attività in un mondo sempre più digitale e ibrido.



