Dal 3 dicembre 2026 è possibile presentare domanda per il Bando Marchi+ 2026, l’incentivo promosso dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy per sostenere le micro, piccole e medie imprese nelle spese legate alla registrazione e alla tutela dei marchi. Le risorse disponibili ammontano a 2 milioni di euro e le richieste saranno accolte fino a esaurimento dei fondi.
L’agevolazione rappresenta un’opportunità anche per le imprese del territorio savonese che intendono rafforzare la propria identità commerciale e proteggere il proprio marchio sui mercati nazionali e internazionali.
Quando presentare la domanda per Marchi+ 2026
Lo sportello telematico aprirà giovedì 3 dicembre 2026, alle ore 12:00. Le domande dovranno essere trasmesse attraverso la procedura informatica disponibile sul portale dedicato www.marchipiu2026.it, secondo le modalità previste dal bando.
Nella prima giornata, lo sportello resterà aperto fino alle ore 18:00. Nei successivi giorni lavorativi, l’eventuale riapertura avverrà negli stessi orari, esclusivamente in presenza di risorse ancora disponibili.
Considerata la procedura a sportello e la dotazione finanziaria limitata, è consigliabile che le imprese interessate preparino per tempo la documentazione necessaria.
Il provvedimento di riferimento è il decreto direttoriale del 28 settembre 2026, pubblicato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy l’8 ottobre 2026. Il comunicato relativo al bando è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 241 del 16 ottobre 2026.
Chi può accedere al contributo
Il Bando Marchi+ 2026 si rivolge alle PMI con sede legale e operativa in Italia, titolari di marchi che soddisfano i requisiti previsti dal decreto.
Sono previste due linee di intervento
- Misura A – Marchi dell’Unione europea: dedicata alle imprese che hanno già ottenuto la registrazione di un marchio presso l’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale (EUIPO).
- Misura B – Marchi internazionali: rivolta alle imprese che hanno già depositato una domanda di registrazione internazionale, pubblicata su Madrid Monitor, nell’ambito del sistema gestito dall’Organizzazione mondiale per la proprietà intellettuale (OMPI).
Per entrambe le misure, il deposito del marchio deve essere avvenuto a partire dal 1° giugno 2023.
Non rientrano nell’agevolazione i marchi collettivi e i marchi di certificazione.
Quanto finanzia il Bando Marchi+ 2026
Il contributo copre una percentuale delle spese ammissibili, con massimali differenti a seconda della misura scelta.
| Caratteristica | Misura A | Misura B |
|---|---|---|
| Tipologia di marchio | Marchio UE registrato | Marchio internazionale |
| Percentuale di contributo | 80% | 90% |
| Contributo massimo per marchio | 6.000 euro | 9.000 euro |
Per le imprese in possesso della certificazione della parità di genere è prevista una maggiorazione di 5 punti percentuali, nel rispetto delle condizioni stabilite dal bando.
Il contributo complessivo riconoscibile a ciascuna impresa non può superare 25.000 euro. Restano inoltre applicabili i massimali specifici previsti per le singole tipologie di servizio.
È importante precisare che gli importi di 6.000 e 9.000 euro costituiscono i limiti massimi riconoscibili per ciascun marchio e non un contributo automatico: la somma effettiva dipende dalle spese ammissibili sostenute e dai relativi massimali.
Quali spese sono finanziabili
L’incentivo sostiene i costi già sostenuti dalle imprese per attività connesse alla registrazione e alla protezione dei propri marchi.
Tra le spese ammissibili rientrano, secondo le condizioni e i limiti previsti dal decreto:
- progettazione del marchio;
- assistenza e consulenza per il deposito della domanda di registrazione;
- ricerche di anteriorità, finalizzate a verificare l’eventuale presenza di marchi simili o preesistenti;
- assistenza legale per la tutela del marchio;
- tasse e oneri di registrazione ammessi dal bando.
Per essere considerate ammissibili, le fatture devono essere state emesse e pagate a partire dal 1° giugno 2023 e prima della presentazione della domanda di agevolazione.
Prima di avviare la procedura, è quindi opportuno verificare con attenzione la data delle spese, la documentazione contabile e la corrispondenza delle attività svolte con quelle finanziabili.
Le novità del bando rispetto al 2025
L’edizione 2026 introduce criteri rilevanti per individuare le imprese e le spese ammissibili.
La prima novità riguarda il periodo di riferimento: sia il deposito dei marchi sia le fatture devono rispettare la decorrenza del 1° giugno 2023. La verifica delle date diventa pertanto un passaggio essenziale per stabilire se l’impresa possa beneficiare dell’agevolazione.
Un secondo elemento da considerare è l’esclusione dei marchi collettivi e di certificazione, che non possono accedere al contributo previsto da questa edizione.
Anche la disponibilità finanziaria richiede attenzione. Il fondo complessivo è pari a 2 milioni di euro, comprensivi degli oneri di gestione, e le domande saranno valutate secondo una procedura a sportello fino all’esaurimento delle risorse.
Questi aspetti rendono particolarmente importante una verifica preventiva dei requisiti, così da evitare di predisporre domande che non rispettino le condizioni richieste.
Come presentare la domanda
Le imprese interessate dovranno seguire la procedura telematica indicata sul portale ufficiale del bando.
In particolare, occorrerà:
- verificare il possesso dei requisiti previsti per la Misura A o la Misura B;
- controllare le date di deposito del marchio e quelle di emissione e pagamento delle fatture;
- raccogliere le fatture, le prove di pagamento e la documentazione relativa ai servizi ricevuti;
- predisporre una domanda distinta per ciascun marchio, come previsto dal bando;
- trasmettere la richiesta attraverso la piattaforma informatica, con firma digitale, secondo le istruzioni ufficiali.
La procedura è di tipo valutativo a sportello. Il decreto prevede tempi di conclusione dell’istruttoria entro 150 giorni e il pagamento in un’unica soluzione entro 80 giorni dalla comunicazione di concessione, secondo le condizioni stabilite dal provvedimento.



