Chi può definirsi “artigiano”?

Chi può definirsi “artigiano”?

Dal 7 aprile sono cambiate le regole per fregiarsi dell’importante denominazione di “artigiano” e, più in generale, dei riferimenti all’artigianalità nell’ambito dell’attività d’impresa.  D’ora in poi potranno definirsi tali sono le imprese regolarmente iscritte all’Albo delle imprese artigiane e in possesso dei requisiti previsti dalla normativa di settore.

L’iscrizione diventa pertanto un requisito indispensabile per il riconoscimento della relativa qualifica.

Le nuove regola comportano controlli stringenti e una particolare attenzione anche su marchi, insegne, materiali pubblicitari e promozionali, nonché la descrizione e la commercializzazione di prodotti e servizi.

L’obiettivo è contrastare fenomeni di uso improprio o fuorviante della qualifica “artigiana”, suscettibili di integrare ipotesi di concorrenza sleale e di inganno del consumatore, oltre a compromettere il valore economico e culturale dell’artigianato autentico.

Le sanzioni sono particolarmente severe: in caso di utilizzo indebito delle suddette denominazioni, è prevista l’applicazione di sanzioni amministrative pecuniarie fino all’1% del fatturato dell’impresa, con una soglia minima pari a euro 25.000 per ciascuna violazione accertata.

Per il settore orafo, la normativa assume un rilievo ancora più marcato, in quanto la qualificazione artigiana rappresenta tradizionalmente un elemento distintivo di qualità, competenza e lavorazione manuale. Ne deriva che l’utilizzo dei termini “oreficeria artigianale”, “laboratorio orafo artigiano” o espressioni analoghe è consentito esclusivamente ai soggetti in possesso dei requisiti previsti dalla legge e regolarmente iscritti all’Albo, con esclusione di ogni utilizzo meramente descrittivo o promozionale in assenza di tali presupposti.

La produzione diretta o la lavorazione manuale dei metalli preziosi, non sono di per sé idonei a legittimare l’utilizzo della qualifica “artigianale” in assenza dell’iscrizione all’Albo, che costituisce requisito imprescindibile anche per gli operatori del comparto orafo.

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