È ufficiale: con il nuovo Decreto ministeriale emanato dal MIMIT (Ministero delle Imprese e del Made in Italy), le imprese che intendono accedere a contributi e agevolazioni pubbliche dovranno fare i conti con un requisito ormai inderogabile: la stipula di una polizza catastrofale a copertura dei beni aziendali.
L’obbligo nasce dalla legge di bilancio 2024 (n. 213/2023), che all’art. 1, commi 101 e 102, ha introdotto l’obbligatorietà di assicurare i beni d’impresa contro eventi calamitosi. Una norma che, sin da subito, aveva lasciato aperti molti interrogativi: cosa succede in caso di mancata stipula? Quali effetti concreti sull’accesso agli incentivi?
A colmare parte di questi dubbi ci pensa ora il DM MIMIT del 18 giugno 2025, che interviene con disposizioni chiare – seppur limitate ad alcuni strumenti gestiti dalla Direzione generale per gli incentivi alle imprese.
Accesso ed erogazione vincolati alla polizza
Il decreto stabilisce, all’articolo 1, che le agevolazioni possono essere richieste ed erogate solo se l’impresa ha adempiuto all’obbligo assicurativo.
In altre parole, il controllo sul possesso della polizza avverrà:
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in fase di domanda, al momento della presentazione della richiesta di incentivo;
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in fase di erogazione, quando si procede a liquidare le agevolazioni già concesse.
Si tratta di una doppia verifica che mette in primo piano la regolarità assicurativa come condizione essenziale per non perdere i benefici.
Le eccezioni: finestre temporali differenziate
Il DM chiarisce però un punto cruciale: non tutte le imprese sono obbligate subito. La decorrenza è infatti scaglionata in base alla dimensione aziendale:
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30 giugno 2025: grandi imprese;
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2 ottobre 2025: medie imprese;
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1 gennaio 2026: micro e piccole imprese.
Per le domande presentate prima di tali date, la polizza non sarà richiesta né in fase di accesso né di erogazione.
La scelta del MIMIT non è solo tecnica, ma rappresenta anche un segnale politico forte: l’Italia si allinea progressivamente ai modelli europei in cui la gestione del rischio catastrofale non è lasciata all’improvvisazione.
Il decreto punta a rendere le imprese più resilienti davanti a calamità naturali, riducendo al tempo stesso la dipendenza da interventi straordinari dello Stato.
Certo, restano nodi interpretativi da sciogliere: la locuzione “si deve tener conto” dell’inadempimento – contenuta nella legge originaria – continua a generare incertezza sulle ricadute per i programmi di incentivo non disciplinati dal decreto. Saranno le singole amministrazioni a dover sciogliere il rebus.
Cosa cambia per le imprese
Da oggi in poi, per accedere ai contributi pubblici non basterà presentare un business plan o rispettare i requisiti economici. La copertura assicurativa diventa parte integrante del pacchetto: senza polizza, niente incentivi.
Un cambio di passo che obbliga gli imprenditori a pianificare con maggiore attenzione la gestione del rischio, trasformando l’assicurazione catastrofale da voce facoltativa a requisito imprescindibile.



