Dall’opera d’arte al territorio: il profilo dei consumi culturali

Dall’opera d’arte al territorio: il profilo dei consumi culturali

Musei, siti archeologici e patrimonio artistico restano al centro dell’esperienza culturale degli italiani, ma la cultura oggi si vive sempre più attraverso i territori, le tradizioni e le esperienze. È quanto emerge dal nuovo Osservatorio Confcommercio-SWG sui consumi culturali, che fotografa un rapporto con la cultura sempre più ampio e legato all’identità dei luoghi.

La cultura in Italia sta cambiando volto. Se musei, monumenti, mostre e siti archeologici continuano a rappresentare punti di riferimento fondamentali, cresce la dimensione esperienziale e territoriale della fruizione culturale. Un’evoluzione che porta gli italiani a riconoscere come parte integrante del patrimonio culturale anche la gastronomia, le tradizioni locali, le comunità e le competenze che caratterizzano i diversi territori.

La tavola diventa un elemento dell’identità culturale italiana

Tra i dati più significativi dell’indagine emerge il ruolo della cucina italiana nella percezione dell’identità nazionale: per il 65% dei cittadini, infatti, l’identità del Paese oggi parte dalla tavola.

Un dato che conferma come il concetto di cultura si sia progressivamente allargato, comprendendo non soltanto il patrimonio artistico e storico, ma anche saperi, produzioni, tradizioni e stili di vita.

La cucina, in particolare, rappresenta un punto di incontro tra cultura, economia e territorio. Il riconoscimento UNESCO della cucina italiana come patrimonio culturale immateriale rappresenta, in questo senso, una conferma della capacità del patrimonio enogastronomico di trasformarsi in esperienza culturale e di rafforzare il legame tra persone e territori.

Cultura e territorio: un legame sempre più forte

Il nuovo profilo dei consumi culturali in Italia evidenzia quindi una relazione sempre più stretta tra cultura e territorio. L’esperienza culturale non si esaurisce nella visita a un museo o a un sito storico, ma può svilupparsi attraverso un viaggio, la scoperta di un centro storico, la partecipazione a un evento, la conoscenza delle tradizioni locali o l’incontro con le produzioni tipiche.

È proprio nei territori che questa dimensione della cultura diventa concreta. Comunità, imprese, professionisti e operatori contribuiscono quotidianamente a conservare e valorizzare un patrimonio che è al tempo stesso materiale e immateriale.

In questa prospettiva, cultura, turismo, commercio, ristorazione e valorizzazione territoriale sono ambiti sempre più interconnessi. La capacità di costruire un’offerta integrata può rappresentare una leva importante per aumentare l’attrattività dei territori e generare nuove opportunità economiche e occupazionali.

Fontana: “La cultura prende forma nel territorio”

“Lo sguardo degli italiani sulla cultura – dichiara Carlo Fontana, Presidente di Impresa Cultura Italia-Confcommercio – si amplia e conferma la centralità del territorio, con le sue comunità, competenze e imprese. È qui che la cultura prende forma e diventa patrimonio individuale e collettivo: lo stesso riconoscimento UNESCO della cucina italiana è la prova di questa capacità di farsi esperienza”.

Secondo Fontana, questa evoluzione richiede ora una risposta anche sul piano delle politiche culturali.

“Questa evoluzione va ora tradotta in una strategia unitaria, volta a ricomporre la filiera allargata e interconnessa della cultura e a dotarla di risorse e strumenti coerenti, perché possa esprimere pienamente il proprio potenziale”.

Misurare e rendere accessibile una cultura che cambia

Il cambiamento nei comportamenti e nelle aspettative dei cittadini pone anche una questione legata agli strumenti con cui la cultura viene analizzata e sostenuta.

“Se il modo in cui i cittadini definiscono e vivono la cultura diventa più personale e legato all’identità dei luoghi – aggiunge Fontana – devono adeguarsi anche le politiche con cui la misuriamo, la finanziamo e la rendiamo accessibile”.

Il tema dell’accessibilità alla cultura assume quindi un significato più ampio: significa favorire la partecipazione, sostenere le imprese della filiera culturale e creare condizioni affinché il patrimonio dei territori possa essere conosciuto e vissuto da un pubblico sempre più ampio.

Una filiera culturale sempre più integrata

I risultati dell’Osservatorio Confcommercio-SWG confermano, dunque, la necessità di guardare alla cultura come a una filiera ampia e interconnessa, nella quale convivono patrimonio artistico, musei e siti archeologici, turismo, cultura gastronomica, commercio, eventi, creatività e imprese.

Valorizzare questa filiera significa riconoscere il contributo che le imprese e le comunità offrono alla costruzione dell’identità dei territori e alla loro attrattività.

Il nuovo profilo dei consumi culturali racconta così un’Italia nella quale l’opera d’arte continua a essere centrale, ma la cultura va oltre l’opera d’arte: si trova nei luoghi, nelle persone, nelle tradizioni e nelle esperienze che ogni giorno contribuiscono a costruire il patrimonio culturale del Paese.

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