Nuove regole contro le frodi alimentari: in vigore la Legge 75/2026
Più tutele per il Made in Italy agroalimentare, sanzioni più severe e nuovi strumenti di controllo lungo tutta la filiera produttiva.
È entrata in vigore la Legge 21 aprile 2026, n. 75, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 110 del 14 maggio 2026, che introduce un significativo rafforzamento delle misure di tutela dei prodotti alimentari italiani. Il provvedimento punta a contrastare con maggiore efficacia frodi, contraffazioni e pratiche ingannevoli nel settore agroalimentare, attraverso un inasprimento delle sanzioni e l’introduzione di nuovi strumenti di controllo e tracciabilità.
Nuovi reati e pene più severe
Tra le principali novità figura l’introduzione nel Codice Penale di nuove fattispecie di reato legate al patrimonio agroalimentare. Vengono infatti istituiti i reati di “frode alimentare” e “commercio di alimenti con segni mendaci”, destinati a colpire chi immette sul mercato prodotti non genuini o utilizza indicazioni false e ingannevoli sull’origine, la qualità o la provenienza degli alimenti.
Contestualmente vengono aumentate le pene per la contraffazione delle denominazioni DOP e IGP, con sanzioni che possono arrivare fino a quattro anni di reclusione e a 50.000 euro di multa. Sono inoltre previste aggravanti specifiche nei casi che coinvolgano prodotti certificati, alimenti biologici privi delle necessarie certificazioni o condotte organizzate e reiterate.
Maggiore responsabilità per imprese e operatori
La nuova normativa estende anche la responsabilità amministrativa degli enti ai casi più gravi di frode alimentare, prevedendo sanzioni pecuniarie e misure accessorie che possono arrivare alla sospensione o alla chiusura dell’attività nei casi più rilevanti.
Tra le ulteriori misure previste figurano la confisca obbligatoria dei beni utilizzati per commettere i reati e l’interdizione temporanea dall’esercizio dell’attività professionale o imprenditoriale.
Tracciabilità e controlli rafforzati
Particolare attenzione è dedicata alla tracciabilità dei prodotti alimentari. Le sanzioni per la violazione degli obblighi di rintracciabilità vengono sensibilmente aumentate e, nei casi più gravi, potranno essere calcolate anche in percentuale sul fatturato aziendale.
La legge introduce inoltre nuovi strumenti per garantire la trasparenza delle filiere produttive, con specifiche disposizioni dedicate alle produzioni DOP e IGP e alla filiera del latte di bufala, per la quale viene istituito un nuovo registro digitale delle movimentazioni.
Etichettatura e informazioni al consumatore
Il provvedimento interviene anche sulla disciplina dell’etichettatura alimentare, aumentando le sanzioni per informazioni non corrette relative alla denominazione degli alimenti, all’elenco degli ingredienti, all’origine dei prodotti e alle pratiche commerciali ingannevoli.
L’obiettivo è garantire una maggiore tutela dei consumatori e valorizzare la correttezza degli operatori che rispettano le regole del mercato.
Le osservazioni di Confcommercio
Nel corso dell’iter parlamentare, Confcommercio ha contribuito al confronto istituzionale attraverso audizioni e proposte emendative. Alcune osservazioni avanzate dalla Confederazione sono state recepite nel testo definitivo, in particolare con riferimento alla proporzionalità delle sanzioni previste per il nuovo reato di frode alimentare e all’eliminazione di alcune aggravanti inizialmente considerate eccessivamente penalizzanti.
Un passo avanti per la tutela del Made in Italy
La Legge 75/2026 rappresenta un importante intervento di aggiornamento del quadro normativo nazionale in materia agroalimentare. L’obiettivo è rafforzare la difesa delle produzioni italiane, contrastare le pratiche fraudolente e garantire una maggiore trasparenza lungo l’intera filiera, a beneficio delle imprese corrette e dei consumatori.



