È stata definitivamente approvata la conversione in legge del Decreto Sport (Decreto-Legge 26 giugno 2026, n. 108). Tra le novità di maggior impatto per le imprese del territorio spicca l’articolo 4-bis, una norma introdotta a tutela della sicurezza dei bagnanti che impone un rigoroso obbligo di risultato sui sistemi di aspirazione d’acqua e ricircolo delle piscine.
La violazione della norma comporta la chiusura immediata dell’impianto, senza preavviso né periodi di transizione. C
L’iter normativo in breve: l’obbligo è già esigibile
Cosa significa per i gestori? Come evidenziato dalla FIIS (Federazione Italiana Imprenditori Sportivi), la norma diviene immediatamente azionabile. I gestori non hanno mesi a disposizione, ma devono verificare subito la conformità dei propri impianti.
Cosa prevede l’Articolo 4-bis: il testo e la sanzione
L’articolo si articola in quattro commi chiari ed estremamente rigidi:
Obbligo di Risultato (Comma 1): Nelle piscine pubbliche, private destinate ad un’utenza pubblica e ad uso collettivo, i sistemi di ricircolo e le prese di aspirazione (griglie di fondo, bocchettoni o ogni altro materiale utilizzato) devono garantire la sicurezza in modo da impedire fenomeni vorticosi di aspirazione ad effetto ventosa nei confronti di qualsiasi parte del corpo dei bagnanti (inclusi capelli e piccole estremità).
Chiusura Immediata (Comma 2): In caso di violazione, viene disposta la chiusura immediata dell’impianto fino al completo adeguamento. Non sono previste sanzioni pecuniarie sostitutive né diffide o avvertimenti.
Normative Vigenti (Comma 3): Restano confermati tutti gli altri obblighi di sicurezza, gestione, igiene e presenza degli assistenti bagnanti.
Fondo di Adeguamento (Comma 4): Viene istituito un fondo di 4,725 milioni di euro per il 2026 destinato all’adeguamento delle sole piscine pubbliche.
Chi è soggetto all’obbligo?
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Piscine pubbliche (Tipo A/1): Comunali e impianti di proprietà pubblica.
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Piscine ad uso collettivo (Tipo A/2): Inserite in strutture ricettive principali come alberghi, campeggi, residence, villaggi turistici, agriturismi, palestre e centri fitness.
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Parchi acquatici e gioco (Tipo A/3).
Come adeguare l’impianto: parametri e aspetti tecnici
L’Art. 4-bis fissa un obbligo pratico e non formale: esibire una certificazione di prodotto non mette al riparo dalla chiusura se l’impianto genera risucchio.
Per garantire la sicurezza, il sistema idraulico va valutato nella sua interezza (numero e posizione delle prese attive, portata delle pompe, velocità dell’acqua, presenza di dispositivi di rilascio del vuoto SVRS). Le norme tecniche di riferimento da consultare con il proprio manutentore/progettista sono:
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UNI EN 13451-3 (Requisiti di sicurezza e metodi di prova per componenti di aspirazione);
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UNI 10637 (Aggiornata a marzo 2024, su progettazione, costruzione e gestione impianti piscina).
Invitiamo tutti gli associati che gestiscono strutture ricettive con piscina, complessi balneari e impianti sportivi a:
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contattare tempestivamente il proprio tecnico manutentore o la ditta idraulica di riferimento per effettuare una prova dinamica di aspirazione delle prese di fondo;
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verificare la conformità con la norma UNI 10637 (aggiornamento 2024);
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conservare in struttura la relazione tecnica dell’impianto in caso di ispezione.
Per ulteriori informazioni e supporto interpretativo, gli uffici di Confcommercio Savona rimangono a disposizione di tutti gli associati 019833131.



