Un’operazione che costa alla collettività e non porta alcun beneficio
Ciò che sta avvenendo sul litorale di Spotorno è la fotografia di una scelta amministrativa che produce danno senza alcun vantaggio, né per la collettività né per gli operatori.
Otto stabilimenti storici – Kontiki, Premuda, Le Ville, Santa Maria, Palace, Tamurè, La Torre e L’Ancora – sono stati costretti per ordinanza a liberare integralmente le aree demaniali entro il 12 giugno, smantellando strutture e attrezzature già pienamente operative a stagione avviata.
Lo stesso Comune ha però contestualmente bandito le nuove concessioni, valide fino al 10 ottobre, cui hanno partecipato proprio gli operatori uscenti: otto domande per sette lotti. Con la riassegnazione prevista attorno al 20 giugno, gli stessi concessionari dovranno ricostruire da capo esattamente ciò che sono stati obbligati a demolire.
Risorse pubbliche e private sono state bruciate per tornare al punto di partenza.
Il bilancio è negativo per tutti: da un lato risorse pubbliche (personale, mezzi, sopralluoghi, gestione del procedimento), dall’altro ingenti costi privati di smontaggio, smaltimento e successivo rimontaggio, con doppio esborso e giornate di stagione perdute. Tutto per riportare la spiaggia al punto di partenza.
Alla fine non è stato raggiunto alcuno scopo utile, ma un danno alla collettività.
Si è distrutto un assetto funzionante per ricostruirlo identico poche settimane dopo. Questo ha comportato un danno, perché a pagarne il prezzo è soprattutto la collettività: spiagge sottratte alla fruizione nel cuore della stagione, servizi di balneazione e sicurezza interrotti, lavoratori stagionali senza impiego e un’immagine turistica compromessa nel periodo di massima affluenza.
«Per noi si è trattata di una misura non opportuna e sproporzionata – conclude il presidente di Confcommercio Savona, Enrico Schiappapietra – Al di là dei profili formali, ciò che qui si contesta è l’opportunità della scelta. Imporre la demolizione totale delle strutture prima di conoscere l’esito dei bandi, dunque prima di sapere se quelle stesse aree sarebbero tornate ai medesimi operatori, si è rivelata una misura sproporzionata rispetto al fine, dagli effetti puramente distruttivi. Sarebbe stato sufficiente, e di buon senso amministrativo, attendere la conclusione delle procedure di assegnazione, evitando uno spreco di risorse pubbliche e private privo di qualsiasi utilità. Sino ad oggi ho rispettato in silenzio le procedure di gara, ma, a bando chiuso, non posso non registrare lo stato dell’arte».
Tempi
Sono state assegnati 6 stabilimenti su 8. Il provvedimento peraltro non è immediatamente esecutivo, ma necessità di integrazioni burocratiche e altre lungaggini. Solo a quel punto gli operatori potranno cominciare a rimontare tutto quel che già c’era e che poteva consentire un riavvio immediato dell’attività e dell’offerta turistica, in una provincia e in una località come Spotorno, che va ricordato, vive di mare e di turismo.
Ci vorranno giorni per ricostruire: a voler essere ottimisti i 6 gestori che possono rientrare potranno aprire a luglio. Parliamo di destagionalizzazione, poi registriamo scenari di questo tipo.



