Vendita e somministrazione di alcolici: dal 2026 stop alla licenza fiscale per i Pubblici Esercizi

Vendita e somministrazione di alcolici: dal 2026 stop alla licenza fiscale per i Pubblici Esercizi

Un’importante novità in materia di semplificazione amministrativa riguarda i Pubblici Esercizi che vendono e somministrano bevande alcoliche. Con il Decreto Legislativo 28 marzo 2025, n. 43, il legislatore è intervenuto in modo deciso sull’art. 29 del Testo Unico Accise, eliminando – a partire dal 1° gennaio 2026 – l’obbligo di presentare la denuncia di attivazione all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e di acquisire la licenza fiscale per la vendita e la somministrazione di alcolici.

Si tratta di una modifica attesa da tempo dal comparto, che incide direttamente sulla gestione amministrativa di bar, ristoranti, pub, enoteche e in generale di tutti gli operatori del settore.

Cosa cambia con il nuovo art. 29 del TUA

La novità trova fondamento nell’art. 1, comma 1, lettera i), del decreto di Revisione delle disposizioni in materia di accise, che ha introdotto il nuovo comma 2-bis all’art. 29 del TUA.

Per gli operatori che intendono vendere o somministrare prodotti alcolici contrassegnati (come liquori e vini) e birra, l’adempimento fiscale si considera assolto tramite la sola comunicazione di avvio attività presentata allo Sportello Unico per le Attività Produttive (SUAP).

In concreto:

  • non sarà più necessario presentare una denuncia separata all’Ufficio delle Dogane;

  • non sarà più richiesta la licenza fiscale;

  • non vi saranno ulteriori oneri a carico dell’esercente.

Sarà infatti il SUAP a trasmettere automaticamente la documentazione all’Ufficio delle Dogane competente, centralizzando il procedimento e semplificando in modo sostanziale l’iter burocratico.

Il percorso normativo: dal 2017 a oggi

La riforma non nasce in modo isolato, ma si inserisce in un percorso normativo complesso.

La Legge 7 agosto 2017, n. 124 (Legge annuale per il mercato e la concorrenza) aveva già previsto l’eliminazione dell’obbligo di denuncia per i Pubblici Esercizi. Tuttavia, tale previsione era stata successivamente superata dall’art. 13-bis del Decreto-Legge 30 aprile 2019, n. 34, convertito nella Legge 28 giugno 2019, n. 58, che aveva reintrodotto l’obbligo.

Negli anni successivi, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli aveva chiarito che la SCIA presentata al SUAP potesse valere quale denuncia ai sensi del TUA. L’operatore poteva quindi scegliere se:

  • incardinare il procedimento presso il SUAP;

  • oppure presentare la denuncia direttamente all’Ufficio delle Dogane.

In ogni caso, il rilascio della licenza fiscale da parte di ADM, con pagamento dell’imposta di bollo, rimaneva un passaggio obbligato.

Dal 1° gennaio 2026: addio alla licenza fiscale e all’imposta di bollo

Con il nuovo impianto normativo, il quadro cambia radicalmente.

Dal 1° gennaio 2026:

  • non sarà più prevista la licenza fiscale per la vendita e somministrazione di alcolici nei Pubblici Esercizi;

  • venendo meno la denuncia diretta all’Ufficio delle Dogane, scompare anche l’imposta di bollo precedentemente dovuta per il rilascio della licenza.

Un alleggerimento non solo procedurale, ma anche economico, che incide concretamente sui costi di avvio e gestione dell’attività.

Una semplificazione concreta per le imprese

Il nuovo assetto rappresenta un intervento coerente con le esigenze operative dei Pubblici Esercizi. L’eliminazione di un doppio canale amministrativo – SUAP e Dogane – evita sovrapposizioni, riduce i tempi e semplifica i rapporti con la Pubblica Amministrazione.

In un contesto in cui le imprese del settore sono chiamate a confrontarsi con costi crescenti, margini ridotti e continui adempimenti normativi, la razionalizzazione delle procedure costituisce un segnale importante.

Affidando l’intero procedimento al canale SUAP, il legislatore punta a una gestione più lineare, digitale e coordinata, assicurando una significativa riduzione degli oneri amministrativi e fiscali.

Un passo avanti concreto nella direzione della semplificazione, che dal 2026 cambierà in modo tangibile l’operatività quotidiana di migliaia di Pubblici Esercizi in tutta Italia.

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