Etichettatura alimentare, nuove regole dal 2026: cosa cambia per le imprese della distribuzione su miele, succhi e confetture

Etichettatura alimentare, nuove regole dal 2026: cosa cambia per le imprese della distribuzione su miele, succhi e confetture

Importanti novità in arrivo per il comparto alimentare. È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 3 del 5 gennaio 2026 il Decreto legislativo 30 dicembre 2025 n. 207, che recepisce la direttiva europea 2024/1438 e aggiorna in modo significativo la disciplina su miele, succhi di frutta, confetture e alcune tipologie di latte conservato.

Le nuove disposizioni entreranno in vigore il 14 giugno 2026. I prodotti già immessi sul mercato o etichettati secondo la normativa precedente potranno comunque essere venduti fino a esaurimento scorte.

Si invitano, pertanto, le imprese associate a prestare particolare attenzione alla necessità di acquistare, a partire dal 14 giugno 2026, unicamente prodotti che siano conformi alla nuova disciplina recata dal decreto legislativo di cui si descrivono, di seguito, le principali novità.

Per le imprese del commercio e della distribuzione alimentare si tratta di un passaggio cruciale: sarà infatti necessario, a partire dalla data indicata, approvvigionarsi esclusivamente di prodotti conformi alla nuova disciplina.

Un quadro normativo aggiornato e più trasparente

Il decreto introduce un aggiornamento organico delle norme di settore, rafforzando l’obbligo di conformità al Regolamento UE 1169/2011, punto di riferimento europeo in materia di informazione ai consumatori.

L’obiettivo è chiaro: maggiore trasparenza, chiarezza delle informazioni e uniformità delle regole lungo tutta la filiera.

Miele: origine più chiara e nuove diciture

Tra le novità più rilevanti figurano quelle relative al miele.

  • Cambia la dicitura per il miele destinato all’industria: sarà obbligatoria l’indicazione “unicamente ad uso culinario”;
  • Rafforzati gli obblighi sull’origine: in caso di miscele, dovranno essere indicati tutti i Paesi di provenienza, in ordine decrescente di peso e con relativa percentuale;
  • Prevista una modalità semplificata per miscele complesse (oltre quattro Paesi);
  • Per confezioni inferiori a 30 grammi, sarà possibile utilizzare codici Paese ISO al posto della denominazione estesa.

Si tratta di misure che puntano a rendere più leggibile e verificabile la provenienza del prodotto, tema particolarmente sensibile per i consumatori.

Succhi di frutta: etichette più esplicite

Importanti interventi anche sul fronte dei succhi di frutta e prodotti analoghi.

  • Introduzione obbligatoria delle diciture “da concentrato/i” o “parzialmente da concentrato/i”, da riportare accanto alla denominazione di vendita;
  • Maggiore evidenza per l’indicazione “contiene solo zuccheri naturalmente presenti”, che dovrà comparire nello stesso campo visivo del nome del prodotto.

Le modifiche mirano a evitare ambiguità e a consentire al consumatore una scelta più consapevole.

Confetture e marmellate: nuove definizioni e meno ridondanze

Per confetture, gelatine e marmellate, il decreto introduce una razionalizzazione della disciplina:

  • eliminazione delle indicazioni su zuccheri e anidride solforosa, già regolate a livello europeo;
  • obbligo di indicare il contenuto di frutta nello stesso campo visivo della denominazione del prodotto;
  • aggiornamento delle definizioni, tra cui:
    • “confettura” e “confettura extra”;
    • introduzione di “marmellata di agrumi”;
    • definizione di “marmellata gelatina”.

Un intervento che semplifica le etichette, mantenendo però elevati standard informativi.

Latte disidratato: via libera alla riduzione del lattosio

Novità anche per il latte conservato, parzialmente o totalmente disidratato.

Il decreto autorizza il trattamento di riduzione del lattosio, mediante trasformazione in glucosio e galattosio. Tuttavia, viene stabilito un principio fondamentale:
ogni modifica della composizione dovrà essere chiaramente indicata in etichetta, con caratteri visibili e indelebili.

Impatti per le imprese

Le nuove regole comportano un adeguamento operativo per tutta la filiera:

  • revisione delle etichette;
  • aggiornamento dei fornitori;
  • verifica della conformità dei prodotti acquistati dopo il 14 giugno 2026.

Per le imprese associate, diventa quindi essenziale programmare per tempo l’adeguamento, evitando criticità nella commercializzazione.

Il Decreto legislativo 30 dicembre 2025 n. 207 rappresenta un passo avanti verso un sistema più trasparente e armonizzato a livello europeo.

Per gli operatori del commercio, la sfida sarà trasformare l’obbligo normativo in un’opportunità: rafforzare la fiducia dei consumatori attraverso informazioni più chiare e prodotti sempre più tracciabili

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